Già conosciuta dai Greci

Il Castagno

XVI secolo – Costanzo Felici “Dell’insalata e piante che in qualunque modo vengono per cibo dell’homo” “La castagna è poi molto consueta nelle tavole et in ogni luoco a’ suoi tempi per cibo, quale da’ Greci vien detta castania, da’ Latini glans Sardiana, glans Iovis, nux castanea e si magna e cruda e cotta et allessa et arrosta sotto nome di balociae di brusciatella. Si magna poi secca da sè et in menestre facendo bona compagnia ad altre vivande, como fra l’altre è il cece, e di esse secche ancora dove n’è copia e che è carestia di frumento, redutte in farina, se ne fa pane assai bobo.”

Torta Rinascimentale di castagne
XV Secolo – Maestro Martino da Como “Libro de arte coquinaria” Torta di castagne “farai cocere le castagne allesso et un pocho pistate le passarai per la stamegna con un pocho di bon lachte, giungendoli tutte l’altre spitiarie et cose che intrano nel pieno et compositione de la torta del farro sopra scripta et farala gialla con lo zafrano.”
Le Caldarroste
Scegliete dei bei marroni, incidete la scorza e versateli in una pentola di ferro bucherellato. Cuoceteli su fiamma viva, rigirandoli frequentemente fino a quando risulteranno cotti uniformamente. Per conservarli caldi si possono avvolgere in un sacco di juta e quindi servirli.
Castagne e fagioli borlotti
Si fanno rinvenire in acqua fredda sia le “stracaganasse” che i “fasoi”. All’indomani si pongono a cuocere salando opportunatamente, aromatizzando l’acqua con un poco di alloro e, volendo, con carota e sedano che poi si passeranno al setaccio con le castagne e parte dei fagioli. Si porta a termine la cottura allungando con un po’ di latte e si condisce con un soffritto di abbondante cipolla rosolata in burro. Si serve cos’ì, se densa, o su crostini di pane affettato sottilmente, se è piuttosto liquida.
Polenta di marroni
Si porta ad ebollizione in una caliera o in una pentola l’acqua, a cui si aggiunge un po’ di sale. Vi si versa, alla maniera di fare la polenta di grano, la farina di castagne, mescolando continuamente per circa mezz’ora. Deve essere morbida. Al termine della cottura si versa in una ciotola bagnata con acqua fredda. E’ consigliabile mangiarla con della ricotta fresca.

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