Territorio di produzione

I “Marroni del Monfenera” indicazione geografica protetta protetta (IGP) devono essere coltivati, prodotti e confezionati nel territorio dei seguenti comuni della Provincia di Treviso:
Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia. Guarda la cartina

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO

mostra-mercato-marroni-del-monfeneraL’indicazione geografica protetta (IGP) “Marroni del Monfenera” è riservata esclusivamente ai frutti allo stato fresco della specie Castanea sativa Mill. – ecotipo locale “Marrone del Monfenera”.

LEGAME STORICO-GEOGRAFICO

Il castagno trova un habitat ideale nella Pedemontana del Grappa e del Montello grazie alle caratteristiche pedo-climatiche della zona.

La coltivazione del castagno è sempre stata un’attività di rilevante importanza sotto l’aspetto energetico, alimentare e per la costruzione di manufatti utili all’attività agricola (pali, botti, travature, ecc.).

La coltivazione dei marroni del Monfenera risale al periodo medievale, documentata da un atto del 1351 che ne regolava la raccolta tra i capifamiglia. Gran parte del prodotto veniva trasportato al mercato di Treviso e, lungo il Sile, a Venezia.

Nel corso dei secoli si sono verificati dei periodi di abbandono dei castagneti alternati a fasi di assiduo utilizzo del bosco come risorsa per il rifornimento di legna da ardere, per la produzione di frutti per l’alimentazione umana e animale e per ricavare legno per usi industriali. Una maggior attenzione alla castanicoltura si ha nella prima metà dell’800 sotto l’Impero Asburgico, quando vengono messi in evidenza, attraverso gli Atti del catasto, la qualità e la classe delle castagne, a seconda dell’ubicazione dei castagneti.

Dal 1980 circa la coltura del castagno risulta in ripresa su tutto il territorio della Pedemontana del Grappa e del Montello, grazie soprattutto alla realizzazione di numerose manifestazioni, tra le quali va ricordata la Mostra Mercato dei Marroni del Monfenera inaugurata nel 1970. Queste manifestazioni hanno l’obiettivo di promuovere la coltura del castagno, per il miglioramento dell’ambiente e dei boschi, e di valorizzare i frutti e i numerosi prodotti derivati.

I Marroni del Monfenera sono IGP. Zaia: altro riconoscimento all’eccellenza italiana

articolo tratto dapoliticheagricole.it25/11/2009

“Con i Marroni del Monfenera, i nostri prodotti DOP e IGP diventano 186, confermando il primato dell’Italia in Europa per l’eccellenza e la qualità in campo agroalimentare. Un ulteriore riconoscimento ai nostri contadini, alla tradizionalità e alla tipicità della nostra agricoltura, un nuovo prodotto che racconta l’identità del nostro territorio”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha accolto la notizia della registrazione europea come IGP della denominazione “Marroni del Monfenera”, apprezzati fin dal medioevo.
La coltivazione del castagno nei comuni di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tromba, Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia (provincia di Treviso), è sempre stata un’attività di rilevante importanza sia sotto l’aspetto energetico e alimentare, sia per la costruzione di manufatti utili all’attività agricola.

Il sapore molto dolce della polpa, la struttura omogenea e compatta del frutto e la sua consistenza pastoso farinosa rendono unici i “Marroni del Monfenera”. Le loro proprietà, strettamente legate alle caratteristiche pedoclimatiche della zona di coltivazione, derivano dalla composizione chimica media dei Marroni, in cui si evidenzia una maggiore quantità di carboidrati, di lipidi e di potassio, e una minore presenza di sodio.

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